Questa nuova ricerca del Centro Studi e Ricerche IDOS, realizzata con il sostegno e in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, si pone come obiettivo l’analisi dell’inclusione sociale dei minori stranieri che vivono in Italia, con un focus particolare sulle nuove generazioni nate nel Paese ma prive della cittadinanza italiana. In Italia i minori con background migratorio sono 1,3 milioni, di cui oltre 1 milione con cittadinanza straniera. Nonostante la Convenzione ONU del 1989 sui Diritti dell’Infanzia garantisca pari opportunità a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro condizione giuridica o dal Paese di origine, la realtà è ben diversa: ostacoli burocratici, politiche restrittive e percezioni sociali alimentano esclusione e marginalizzazione. Questi giovani, spesso privi di un adeguato supporto familiare, affrontano sfide aggiuntive legate alla loro condizione di dipendenza dagli adulti. L’eterogeneità delle loro esperienze, influenzata da differenze culturali, status legale e percorsi migratori, rende ancora più complesso il processo di inclusione sociale. Eppure, in un Paese segnato dal calo delle nascite e dall’invecchiamento della popolazione, i minori stranieri sono una componente indispensabile per alimentare il mercato del lavoro, sostenere il sistema pensionistico e preservare la vitalità economica del Paese. La loro presenza costituisce un antidoto al declino demografico, mentre la loro partecipazione rappresenta un vettore di rigenerazione sociale. Ponte tra culture, contribuiscono al tessuto sociale, economico e culturale dell’Italia. Offrire loro opportunità reali di esprimere compiutamente il proprio potenziale non è solo una questione di diritti, ma una scelta necessaria per il futuro del Paese.